Condizionare
Produrre i parametri del posteriore a partire dalla rappresentazione corrente.
Intelligenza variazionale, costruita a partire dal neurone
JWAYU 杰维宇 sviluppa modelli linguistici in cui l’incertezza non è confinata all’output. Diventa parte del calcolo interno grazie a EVE — Elemental Variational Expanse.

La nostra tesi
I modelli linguistici attuali sono straordinariamente capaci, ma il loro calcolo interno rimane in larga parte deterministico. JWAYU parte da un’altra premessa: quando l’ambiguità è intrinseca all’intelligenza, l’unità di calcolo deve poterla rappresentare.
EVE — Elemental Variational Expanse
È un’unità probabilistica locale con un prior esplicito, un posteriore ammortizzato e una regolarizzazione variazionale a livello di unità. L’attivazione non è più soltanto un valore: viene generata da una distribuzione appresa.
Produrre i parametri del posteriore a partire dalla rappresentazione corrente.
Rappresentare un insieme continuo di stati latenti plausibili.
Utilizzare un campione riparametrizzato nel passaggio forward.
Vincolare il posteriore rispetto al prior e rendere misurabile il funzionamento interno.
Ricerca ad accesso aperto
Dal neurone variazionale ai Transformer, fino al controllo fondato sull’incertezza interna.
Le reti neurali propagano generalmente attivazioni nascoste puntuali. Questo articolo studia una granularità più fine: il neurone stesso come unità di calcolo basata su una distribuzione. EVE associa a ogni unità un posteriore condizionato dall’input, un prior locale, un campionamento riparametrizzato, una regolarizzazione KL e diagnostiche interne. La valutazione isola dapprima la singola unità, quindi ne analizza la composizione in un MLP profondo e l’integrazione nel blocco feed-forward di un Transformer. I risultati migliorano diverse metriche probabilistiche mantenendo una precisione puntuale comparabile.
Leggi →Questo articolo sviluppa la tesi architetturale secondo cui un neurone può essere trattato come una distribuzione, e non soltanto come un’attivazione puntuale. Distingue questo calcolo probabilistico locale dall’incertezza collocata unicamente nei pesi, negli ensemble, negli output o nelle variabili latenti globali. Inquadra inoltre EVE rispetto all’inferenza variazionale, alla stochasticità e alle reti bayesiane: il cambiamento proposto riguarda innanzitutto la granularità dell’unità di calcolo.
Leggi →Questo articolo studia il neurone come stato latente locale e separa l’apprendimento del posteriore dalla sua lettura. Dopo l’addestramento, il posteriore di EVE viene congelato e cambia soltanto la regola di lettura. Il protocollo verifica se lo stesso stato latente contenga informazioni predittive utilizzabili oltre la sua media. In un compito controllato di previsione multimodale, letture strutturate migliorano le metriche probabilistiche senza riaddestrare il posteriore.
Leggi →Questo articolo metodologico propone un neurone variazionale locale la cui attività probabilistica interna può essere misurata e controllata. Ogni unità comprende una variabile latente scalare, un prior normale standard, un posteriore gaussiano ammortizzato, un campione riparametrizzato e un termine KL locale. Il protocollo monitora la divergenza KL, il quadrato della media posteriore, la quota di unità fuori dall’intervallo di attività e, facoltativamente, una persistenza autoregressiva, collegando poi queste diagnostiche all’errore di previsione.
Leggi →Questa pubblicazione introduce un neurone variazionale basato su distribuzioni, concepito come unità probabilistica locale. Ogni unità incorpora un prior, un posteriore ammortizzato, un campione riparametrizzato e una regolarizzazione ELBO locale.
Leggi →Questa pubblicazione mappa lo spazio di progettazione di EVE. Studia come la dimensionalità latente, il controllo locale della capacità e la persistenza temporale influenzino il funzionamento interno misurabile del neurone.
Leggi →Questa pubblicazione integra unità EVE nei blocchi feed-forward di un Transformer mantenendone l’architettura generale. Confronta le varianti deterministica e variazionale mediante metriche predittive e probabilistiche.
Leggi →Questa pubblicazione studia l’incertezza interna come segnale operativo. La utilizza per regolare l’apprendimento, selezionare i checkpoint e guidare interventi durante l’inferenza.
Leggi →EVE rappresenta alcune attivazioni nascoste come distribuzioni posteriori condizionate dall’input. Questa architettura rende osservabile l’incertezza interna e permette di utilizzarla per monitorare l’affidabilità e svolgere calcoli sensibili all’incertezza.
Leggi →EVE rende direttamente misurabile l’attività posteriore interna durante il calcolo di un modello linguistico. Lo studio confronta qualità predittiva, calibrazione e rischio nella coda della distribuzione con modelli deterministici, MC Dropout ed ensemble.
Leggi →L’articolo propone un pannello di misure dell’attività posteriore locale: divergenza KL, scala posteriore, energia della media e quota di unità attive. Queste misure interne vengono messe in relazione con il comportamento predittivo, la calibrazione e la robustezza.
Leggi →Questo studio controllato, condotto con cinque inizializzazioni casuali abbinate, valuta EVE come meccanismo su piccola scala per produrre e misurare attività probabilistica interna. Analizza congiuntamente verosimiglianza, accuratezza, calibrazione, rischio estremo e diagnostiche posteriori.
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